Ieri sera ho avuto il piacere di vedere ben 3 gruppi all'aighesè (e che gruppi) in una piacevolissima condizione contemplativa, indotta anche dalle numerose birre offerte da Rex from Estremo Ponente, la cui generosa "pozione" mi ha permesso di entrare nella dimensione giusta per godermi appieno lo spettacolo, BELLA!
Non sono in grado di dare un quadro oggettivo della serata, ma posso comunque rendere l'impressione che ne ho avuto dalla mia prospettiva (o sopra la panca dove la capra campa o ai lati del batterista dove la capra crepa).
La mia attenzione è stata catturata in particolare dai tre batteristi all'opera, che secondo me si sono dimostrati tutti veramente degni di nota. Ognuno col suo stile ma tutti ugualmente efficaci nelle loro particolari sfumature di "genere". Freddy dei Chupacabras è veramente secchissimo, fra i tre mi è sembrato quello che nel suo stile sfrutta maggiormente l'arma del groove, e di cui ho apprezzato molto il modo in cui struttura le combinazioni tom-doppio pedale nei fill, rendendo perfettamente il tipico effetto a rullo che fa di ogni cambio una mazzata definitiva. Questo è quello che mi piace definire "sdrummare". Grande

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Considerando poi la giovane età del batterista dei Last Dawn Arisen, mi viene spontaneo credere che fra un pò di tempo ci troveremo di fronte a un maestro. Non so se abbia studiato o meno, ma si vede che possiede un'impostazione molto ordinata, ottenendo quindi una pulizia che valorizza molto i passaggi, a volte complessi ma sempre precisi, pulizia che non perde nemmeno nei passaggi più veloci, momenti su cui il nostro batterista punta spesso e bene

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Personalmente però sono rimasto impressionato dal batterista dei Sin of lot, perfetto per il genere di riferimento, un metal estremo dalle venature grind-core che a me piace tantissimo perchè mi ricorda i Napalm Death e i Pig Destroyer, in cui il lavoro del batterista è importante come sempre se non ancora di più. Dico "perfetto" perchè i numerosi passaggi, gli stacchi e gli accenti vari nel corso dei pezzi sono scanditi molto bene, ed essendo le strutture dei pezzi anche molto articolate, alla fine il tutto risulta essere veramente devastante. L'effetto reso infatti è massimo: cadenzato o veloce che sia il momento, la scioltezza e il controllo con cui realizza questi passaggi mi ha veramente colpito. Maestro

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Altra nota di rilievo quella che per me è stata una novità, cioè non sapevo che alla voce dei Chupacabras ci fosse il mitico Matt! grande come sempre!

Che altro dire, dal mio punto di vista è stata una gran bella serata, e i 3 gruppi hanno spaccato alla grande. In più ho visto dei batteristi veramente validi.
Ultima considerazione: un pogo forsennato, a tratti preoccupante. Attenti agli spigoli!

Ma forse sono io che sono solo un vecchio del ca**o.
Ma che razza di recensione è?
Edited by Fabiosaccoccia - 14/11/2009, 19:31